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Il paese come agglomerato abitativo dovette formarsi intorno all’anno mille. È probabile che inizialmente non sia stato concepito come una struttura urbana definita. Le caratteristiche del territorio (al centro della conca aquilana e quindi esposto a ogni tipo di aggressione dall’esterno) fa pensare piuttosto che le prime abitazioni siano state realizzate come rifugio di chi era impegnato quotidianamente alla lavorazione della terra. Certo è che il territorio fu sicuramente abitato anche in precedenza, sia nel periodo pre romano che in quello della conquista romana. La fertilità del territorio garantiva sicuramente buone produzioni per Roma. E questo confermerebbe anche l’ipotesi avanzata da qualche studioso che Onna possa essere stato un centro pagus della città romana di Aveia (l’attuale Fossa).

Il primo documento certo in cui si legge il nome Onna è la bolla di Papa Clemente III al vescovo di Forcona, Pagano, nell’anno 1178 in cui si parla di Villa Unda et suis pertinentiis. La bolla e i suoi contenuti vengono riconfermati da Innocenzo III nel 1204. Al di là di questi punti fermi la storia del paese è avvolta nel mistero. Onna di fatto fluttua nella storia piu’ generale del contado aquilano. Passa di mano in mano a seconda dei potenti dell’epoca. Si lega, nel periodo tardo medioevale e successivamente alle sorti del contado di Ocre e non è escluso che proprio a Onna possa essere esistita una “grancia” (una sorta di azienda agricola distaccata dal convento) dei frati cistercensi che furono per secoli i veri strateghi dell’economia locale. L'11 giugno del 1944 fu teatro di una strage nazista in cui furono uccise 16 persone. Una ragazza era stata uccisa dai tedeschi il due giugno 1944.

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