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Da Wikipedia

 

Una Biblioteca è una collezione ordinata di libri. Il termine può riguardare una collezione privata personale, ma più spesso viene utilizzato per una estesa collezione fondata e mantenuta da un ente locale (municipio, regioni, università) o da una istituzione e che viene condivisa da molte persone che singolarmente non sono in grado di affrontare l'acquisizione di tanti libri. Tuttavia con lo sviluppo di nuovi mezzi per la registrazione delle informazioni diversi dai libri e con le raccolte di questi oggetti, molte biblioteche ora sono anche dei depositi e/o dei punti di accesso di mappestampe o altri artefatti, microfilmmicrofichenastri audioCDLPvideo tape e DVD, e provvedono postazioni per il pubblico per l'accesso a CD-ROM, abasi-dati e a Internet

 

Etimologia del termine 

La voce è composta di due parole greche: βιβλίον (biblíon, "libro", "opera") e θήκη (théke, "scrigno", "ripostiglio").

Il termine βιβλίον (biblìon) differisce da βίβλος (bíblos). Βίβλος era il nome dato alla corteccia interna del papiro (βύβλος, biúblos), e visto che questo materiale era usato come supporto per la scrittura, in epoca attica la parola βίβλος divenne, per estensione, sinonimo di "libro". Anche Βιβλίον nasce come identificativo della "carta" o della "lettera" su cui si scriva, ma presto tende a diventare sinonimo non solo di "libro scritto", bensì di "opera letteraria", di vero e proprio contenuto di cui il libro è mero contenitore.

Mentre nel greco moderno esiste la parola βιβλιοθήκη (vivliothikì, nella pronuncia itacista), non ve n'è traccia nel greco classico. È attestata però la voce βιβλιοφυλάκιον (bibliofiulákion) con il significato di "deposito di libri", "archivio di libri". Dione Crisostomo, nel I secolo d.C., dà alla stessa parola βιβλίον il valore di "biblioteca".

La parola viene usata in forme vicine in lingue come tedesco (Bibliothek), francese (bibliothèque), norvegese (bibliotek), 

spagnolo (biblioteca),svedese (bibliotek), danese (bibliotek), polacca (biblioteka), 

portoghese (biblioteca), rumena (bibliotecã), russa (Библиотèка), olandese(bibliotheek), e naturalmente nel greco moderno (βιβλιοθήκη). In inglese si usa la parola library derivata dal latino liber, libro.

Altre lingue come l'islandesefinlandeseestone, l'arabo e persiano, usano parole derivate da altre radici che nelle rispettive lingue significano comunque libro: (BokasafnKirjasto, e Raamatukogumaktaba" e Ketabkhaneh, rispettivamente).

 

Storia 

 

 

Antichità

L'esistenza di biblioteche antiche è documentata da numerose testimonianze e reperti archeologici. A Ninive gli archeologi hanno rinvenuto in una parte del palazzo reale diAssurbanipal 22.000 tavolette d'argilla, corrispondenti alla biblioteca ed agli archivi del palazzo. Altre notevoli collezioni di tavolette sono state scoperte a Lagash in Mesopotamia, ad Hattusa, capitale degli Ittiti, a Babilonia e ad Ebla.

Anche nell'antica Grecia abbiamo notizia di una biblioteca pubblica ad Atene, fondata daPisistrato intorno al 550 a.C., e della raccolta privata di Aristotele.

La più celebre biblioteca dell'antichità è senza dubbio la Biblioteca di Alessandria, in Egitto, creata nel III secolo a.C.: aveva circa 700 mila volumi.

Durante l'età ellenistica sono attestate grandi biblioteche ad Atene e a Pergamo, fondata daAttalo I e con un patrimonio di 200.000 volumi, mentre a Rodi e ad Antiochia ne esistevano di più modeste.

La biblioteca di Alessandria e quella di Pergamo furono istituzioni rivali per secoli. Dopo l'incendio della biblioteca di Alessandria (47 a.C.),Marco Antonio fece distruggere quella di Pergamo per compensare la regina Cleopatra della perdita subita.

Anche a Roma esistevano grandi biblioteche pubbliche, la prima delle quali fu quella istituita sull'Aventino da Asinio Pollione nel 39 a.C., e private, come quelle famose di Attico e Cicerone. Durante il periodo imperiale, il numero delle biblioteche pubbliche a Roma passò dalle 3 del I secolo alle 28 attestate nel 377.

 

Medio Evo

La crisi che pervase il mondo occidentale dopo la caduta dell'impero romano interessò anche le biblioteche. La prima testimonianza medievale di una nuova biblioteca riguarda quella creata nel550 da Cassiodoro nel Vivarium di Squillace in Calabria.

La formazione di grandi raccolte librarie riprende con la rinascita carolingia, grazie soprattutto all'espansione dei monasteri benedettini. I frati impiegavano molto del loro tempo negli scriptoria, atelier di copiatura dei manoscritti associati alle biblioteche monastiche. Tra le raccolte librarie più importanti sono da menzionare quella dell'Abbazia di Montecassino, quella del cenobio diBobbio e quella del monastero di Citeaux.Questo lavoro ha permesso la trasmissione di opere antiche che altrimenti si sarebbero irrimediabilmente perse.

Dall'XI secolo la costituzione di scuole collegate ai vescovati diede un forte impulso alla creazione di biblioteche capitolari, come quelle di Lucca e di Verona. Un altro incremento delle biblioteche si ebbe dal XII secolo con l'organizzazione delle prime università, per esempio aBologna ed a Parigi, con la costituzione delle prime biblioteche adibite allo studio.

La diffusione dei libri miniati fu uno stimolo notevole alla creazione di raccolte librarie presso le corti europee, come la biblioteca di Luigi IX. Ma un l'impulso più importante fu dato dall'invenzione della stampa, che verso la fine del XV secolo moltiplicò il numero e la disponibilità dei volumi, anche per la riduzione del costo della produzione libraria. In questo contesto si inserisce la formazione di alcune grandi biblioteche odierne, come la Biblioteca Apostolica Vaticana, fondata da papa Sisto IV.

 

Epoca moderna 

Nel XVI secolo la diffusione delle prime case editrici, per esempio a Venezia ed a Lione, favorì la circolazione degli esemplari delle opere in tutta Europa e quindi la loro raccolta nelle biblioteche.

Nel secolo successivo si assiste alla nascita delle prime grandi biblioteche pubbliche, come laBiblioteca Angelica di Roma, la Biblioteca Ambrosiana di Milano, la Biblioteca Bodleiana di Oxforde quella della Cambridge University.
Vi erano poi importanti collezioni private di personaggi famosi, come Mazzarino e Richelieu, alla morte dei quali le raccolte confluivano nelle biblioteche pubbliche.

 

 

Epoca contemporanea

Lo sviluppo delle biblioteche si intensifica verso la fine del XVIII secolo e per tutto il XIX secolo, anche per il trasferimento delle collezioni private nelle strutture pubbliche.

Ma è a partire dal XX secolo, con la nascita della scienza biblioteconomica, che le biblioteche conoscono una radicale trasformazione, dovuta da una parte al miglioramento dei cataloghi ed all'impulso alla classificazione delle opere, grazie ai contributi di Melvil Dewey e di Eugène Morel, e dall'altra alla spinta data alla formazione professionale dei bibliotecari, accompagnata da una più intensa cooperazione tra le biblioteche.
In questo periodo si assiste anche alla diversificazione delle attività bibliotecarie, mediante l'organizzazione di mostre, incontri di lettura e conferenze ed il miglioramento dei servizi offerti agli utenti.

Lo sviluppo delle biblioteche pubbliche si intensifica in Italia a partire dagli anni 1970, in relazione alla legge n.382/1975 sull'ordinamento delle regioni che, in attuazione dell'articolo 117 della Costituzione, trasferiva alle Regioni le competenze sulle biblioteche di ente locale e allo sviluppo della scuola dell'obbligo e della scolarizzazione.
Dagli anni 1980 si assiste ad un crescente sviluppo dell'utilizzo del computer per l'informatizzazione dei cataloghi e per la gestione del prestito, con una estensione del servizio anche alla messa a disposizione degli utenti di selezioni tematiche di siti web di qualità. E successivamente all'avvento della biblioteca digitale.

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